Sunday, 18 November 2012

“You and I will meet again, When we're least expecting it, One day I will recognize your face, I won't say goodbye, For you and I will meet again"

Ci siamo rincontrati qualche giorno dopo in un bar vicino casa mia,
tu eri giá lá quando sono arrivata, seduto in uno dei tavolini sotto la veranda che leggevi un grosso libro. Sono rimasta a osservarti da lontano per un po, con un timoredel tuo immotivato, o cosí almeno mi dicevo. Sebbene piovesse, ero venuta a piedi, camminando lentamente, sperando che all'improviso si alzasse il vento e l'ombrello si rimpesse, constringendomi a tornare indietro, a chiamarti a dirti che no, mi dispiace non poteva essere e scusa tanto. Per me era sempre stato cosí: non cominciavo niente per paura di finire. Non iniziavo progetti, realizioni, amicizie, tutto per paura di quella piccola parole, di quelle quattro lettere attaccate, F I N E, e quando le scrivevi lo facevo attaccato perché nascondevano voragini in cui avevo paura di cadere. Mi sono stretta nelle e mi sono avvicinata a te, hai alzato lo sguardo e mi hai sorriso ancora, con gli occhi, con la bocca, con lo sguardo e involontariamente ho soriso anch'io, e la nostra storia ,e iniziata cosí.

'La nostra storia' in realtá sto sbagliando, perché non é mai stata solo 'una' storia, nei mesi successivi ci siamo scambiati di ruoli, siamo stati la vittima e il carnefice, il cacciatore e la preda, tu la bestia e io la bella, io le bombe e tu la cittá distrutta, e ancora due animali che si righiavano contro. Alla fine io di finali ne ho conosciuti tanti, tutti presunti, tutti finti, tutte seguiti da una pagina bianca e da un nuovo capitolo, perché la cittá si ricostruiva maceria dopo maceria, la bella trovava dalla bestia, il cacciatore abbassava il fucile, il carnefice abbassava la guardia, i due animali si leccavamo le ferite a vicenda.

“Remembering is easy. It's forgetting that's hard.”

Quest ora l'anno scorso ero appena presa i miei bagagli e ho trovato te davanti sorridendo. Mi riccordo il viaggio in macchina per tornare a casa e come non ci potevo credere che stavo al tuo finco, mi ricordo che non volevo arrivare davanti lavoro per fatti uscire, mi ricordo arrivando sotto casa e la prima volta che ho visto il giardino, come era forte il sole, i rumori delle macchine e dei
uccelli. Mi ricordo che non potevo trovare la porta per entrare e poi quando sono entrata mi ricordo il 'lungo' corridoio, tutti i palloncini per terra e la cena che avevi preparato. E sopratutto mi ricordo pensare che questo era il primo giorno della nostra convivenza.
 Il mio problema é che mi ricordo tutto, e tutti questi ricordi ormai sembrano cosi lontani.
 
 

Tuesday, 2 October 2012

La donna in rinascita

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.

Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.

Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.

Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?

E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.

Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.

Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".

Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...
Oggi ci si fidanza di più perché l'amore costa di meno, perché si preferisce "whatsapp" a una chiacchierata davanti ad un caffè, perché i fast food hanno sostituito la cena a lume di candela, perché un "mi piace" viene apprezzato più di un "ti amo", perché non c'è più necessita di conquistare, è più facile concedersi. Oggi ci si fidanza di più perché un post in bacheca ha sostituito il romanticismo di una lettera, perché è più facile chiudere un rapporto eliminandolo da un social network che iniziare una relazione basata sulla coltivazione di un sentimento. Oggi ci si fidanza di più, ma nessuno sta insieme veramente.

Monday, 1 October 2012

Mi ricorderò di te per tutta la vita, e tu ti ricorderai di me.

Ricordati di quello che ti ho dato,
semplicemente guardandoti negli occhi e facendoti sorridere.
Ricordati i pizzicotti, i pugni, le carezze ed i baci che mi distinguono dalle altre.
Ricordati le mie parole e ricordati come stavi quando eri con me.
Chiudi gli occhi
e rivivi anche solo per un attimo
anche solo uno di quei momenti che ora sembra non possono piu tornare.
Chiediti se é davvero giusto che finisca cosí
chiediti se era quello che volevi veramente.
Ora apri gli occhi
se avrai voglia di chiuderli ancora allora forse, forse hai sbagliato.